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Come approcciarsi al Transgenderismo sul posto di lavoro

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Come approcciarsi al Transgenderismo sul posto di lavoro

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Cosa significa essere Transgender? “Transgenderismo” è un termine che indica una persona nata in un corpo con determinati attributi di un certo sesso, maschile o femminile, che si trovi durante la sua crescita a sentirsi appartenente ed identificarsi con il sesso “opposto”, con un sesso “diverso”, o comunque, non con il sesso attribuitogli alla nascita.
Fanno parte della sfera transgender anche le persone genderqueer o non binarie, androgini, bigenere, pangenere, di genere fluido o agenere.

Essere transgender si diversifica dall’essere intersex, ovvero essere nati con caratteristiche fisiche di entrambi i sessi biologici.

Le persone transgenere, in transizione o che hanno completato la transizione, sono rappresentate dalla lettera T nell’acronimo LGBTQ+ del movimento stesso.

Nella società Italiana corrente, non viene frequentemente trasmessa una cultura in merito all’esistenza della categoria, a differenza, per esempio, della società Inglese, Spagnola, Tedesca o Olandese.
La possibilità per un individuo di farsi accettare nella società dipende spesso dal grado di tale individuo di riuscire ad accettare sé stesso, e di poter intraprendere quel percorso di trasformazione o adeguamento che gli/le permetterà di creare un parallelo tra il proprio vissuto interiore e la percezione trasmessa alle persone intorno a lui. Una persona transgender femminile, avrà spontaneamente delle tendenze a sentirsi femminile e a trovarsi a proprio agio nel farsi identificare come ragazza o donna nella propria vita e ad assumere gli atteggiamenti femminili. A seconda dell’età e del proprio passato, potrà essere più o meno difficile per una persona transgender abbandonare le proprie precedenti abitudini, precetti e posizioni sociali per poter stabilire nel mondo fisico la propria identità.
Per la persona transgenere, raggiungere un univocità tra il suo vissuto e le proprie espressioni e sentirsi in uno stato di accettazione e identità permette di essere a proprio agio nella propria vita allo stesso modo come tutte le altre persone cisgenere normalmente vivono la loro vita, e quindi di poter affrontare la propria quotidianeità con il benessere necessario.

Occorre però fare una distinzione tra ciò che è libertà di ogni singolo individuo di esprimersi nei contesti sociali o nella propria vita privata e ciò che è richiesto nella quotidianità di un ambiente lavorativo od istituzionale, in quanto è dato di fatto, nonostante i progressi nell’abolizione dei pilastri sessisti, che la società affronta in modo diverso e polarizzato, e con diversi atteggiamenti, le situazioni nei confronti di un individuo di sesso maschile o di uno femminile, rispettivamente richiedendo responsabilità e capacità di azione o disponibilità e comprensione. Se nella vita privata la molteplicità di rapporti permetta un evoluzione più spedita nella crescita di una persona trans, in ambienti più stabili e sedimentati, può avvolte sorgere qualche dubbio in merito a come affrontare ed includere un elemento non conforme alla massa alla semplice quotidianeità nei propri processi, ed è per questo motivo che a volte è richiesta calma ed apertura di fronte alle novità, che dovrebbero comunque essere viste con occhio positivo e controllate per evitare che sfocino in confusione o comprensioni errate della situazione. Spesso trovare dei momenti liberi per poter parlare o fare domande relativamente alla situazione può essere un buon modo per affrontare serenamente la situazione.

Alcune regole base per l’interazione con la persona transgender:
– Per i transgenere MtF (da Maschio a Femmina) si utilizza il termine “la transgender”.
– utilizzare il corretto pronome e desinenze: “lei è in orario”, “lei è pronta”
– utilizzare il corretto primo nome scelto: “Jackie”, “Jany”
– comprendere la necessità di cercare il contatto o di isolarsi in determinati momenti per stabilire la propria esperienza interiore
– trovare dei momenti per esprimersi e risolvere propri eventuali dubbi o perplessità, a volte può semplicemente coronarsi con l’essersi conosciuti un po’ meglio o con una sana risata di comprensione

Ma può una persona nata di sesso maschile diventare completamente una femmina? In generale sì, ma ci sono delle eccezioni da tener presenti. Nonostante nell’aspetto, nel modo di pensare e negli atteggiamenti si possa evidenziare gli aspetti femminili, si tenga presente che fino all’inizio della terapia ormonale, il corpo della persona transgender potrà ancora avere processi metabolici assimilati a quello del sesso biologico, per cui alcune caratteristiche come la voce, necessità di mantenere gli spazi fisici, alcuni fattori e necessità estetiche potranno dover esser gestite in modo caratteristico, fermo restando l’appartenenza della persona al genere d’identificazione dichiarato.

Per un corretto approccio di vita, la persona transgender può scegliere di intraprendere un percorso di transizione sanitario, di ri-attribuzione delle caratteristiche sessuali, con il quale, attraverso terapie apposite o interventi ospedalieri può arrivare ad assumere una forma fisica e metabolica replicando quella di una donna cisgender. Tale percorso comporta delle modifiche fisiche ed ormonali di notevole entità e con un certo impatto nella vita quotidiana della persona, ma attraverso tale transizione, essa può arrivare ad assumere una forma più confacente ai suoi desideri.

A prescindere dal percorso di transizione, è opportuno per la persona transgender seguire un percorso psicoterapeutico con uno o più specialisti del settore al fine di affrontare serenamente la propria situazione e rendersi conto delle difficoltà che potrebbe affrontare lungo la sua strada, nonché di monitorarsi al fine di poter seguire il giusto percorso di crescita psicologica.

In Italia, ma anche nel resto d’Europa, per acceder al percorso di transizione, si richiede spesso mesi o anni di attesa e valutazione preventiva durante il quale si valuta che la persona sia in grado di affrontare psicologicamente e nella vita reale il proprio cambiamento. Il periodo durante il quale la persona T si comporta già come il sesso con cui si identifica, in ottica di progredire con il percorso terapeutico di transizione, si chiama RLT, Real Life Testing, attraverso cui si verifica la serenità della persona stessa e in relazione alla società circostante.

In poche parole, spesso, la conoscenza dell’argomento, aiuta ad affrontare la situazione ed a non scandalizzarsi, ma anzi, ad allargare i propri orizzonti e vivere con serenità le evoluzioni delle proprie vite.

– Jackie

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